Caro amico ti scrivo…

«L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà, io mi sto preparando…» cantava, anni fa, Lucio Dalla. E l’anno che sta arrivando, anche se non “sarà tre volte Natale”, promette di essere un anno particolarmente importante e significativo per la nostra associazione. Un anno in cui si avvierà il percorso assembleare che non è un percorso per “fermare i motori” ma, anzi, un rilancio nella chiave della “passione cattolica” che ci spinge anche a individuare i nuovi responsabili sempre nell’ottica di essere associazione insieme, e dunque di prenderci ciascuno un pezzetto di questa responsabilità, di essere ciascuno una tessera del grande mosaico che forma l’Ac in tutto il Paese. 

Ac e futuro: voce del verbo “sperare”

Allora, nell’anno che la cadenza triennale dedica al verbo sperare (e che, solo a settembre prossimo, passerà al prendersi cura tipico del percorso assembleare), siamo chiamati ad andare sui passi che il Signore ci indica. Gli orientamenti triennali ci spronano: «L’invito rivolto da Gesù ai discepoli di ieri continua a riecheggiare nella Chiesa di oggi: avere il coraggio di allargare gli orizzonti e di percorrere ogni angolo del nostro Paese per raccontare una speranza nuova. Sembra essere un progetto ambizioso e, a tratti, utopico, ma non lo è se ci ricordiamo che il Signore ci ha detto: “io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”».

Un grande appuntamento a fine agosto

Ma, appunto, occorre prepararsi all’anno che sta arrivando, che sarà caratterizzato da una novità che riguarda l’estate associativa nazionale. Non ci saranno, infatti, i consueti appuntamenti di settori, articolazioni e movimenti, ma un grande appuntamento per le presidenze diocesane dal 24 al 27 agosto. Quattro giorni che saranno intensi, ricchi di relazioni e di amicizia, di ascolto e di riflessione, di progettualità e di preghiera. Quattro giorni per pensare insieme l’Azione cattolica, in cui non mancheranno spazi dedicati ai responsabili di ragazzi, giovani e adulti, naturalmente, ma che vogliamo sia unitario proprio per dar modo a tutti di conoscersi e ri-conoscersi, dopo il lungo periodo caratterizzato dalla pandemia e dalle sue conseguenze. 

Le visite alle regioni della presidenza nazionale

Il 2023 sarà, anche, l’anno dedicato in particolare alle visite alle regioni della presidenza nazionale: una consuetudine bella, che consente ai consigli regionali e ai presidenti parrocchiali di ritrovarsi e di prendere parola. Le prime tre visite di questo grande “giro delle regioni”, in Abruzzo-Molise, Lombardia e Sardegna, sono già state effettuate e sono state contraddistinte da alcuni tratti comuni che fanno ben sperare: la grande voglia di ripartire, di rimettersi in cammino speditamente, dopo lo stop imposto in modo più o meno accentuato dal Covid; la necessità di incontrarsi, di salutarsi, di stare insieme per progettare e vivere la vita associativa fianco a fianco; la voglia di prendersi cura dell’associazione, della propria Chiesa locale, dei propri territori, con quella passione cattolica che non si è spenta, ma che ha covato sotto la cenere ed è pronta a infiammare nuovamente i cuori e la vita di tanti. Non mancano, e non potrebbe essere altrimenti, le fatiche e le preoccupazioni, ma ovunque, a Chieti come a Caravaggio e a Oristano (i luoghi scelti dalle realtà regionali per incontrare la Presidenza nazionale), a prevalere è stata la spinta a mettersi in cammino, a mettersi in viaggio, seguendo l’invito che ci viene dal Vangelo proposto all’associazione per quest’anno pastorale, «Andate dunque!». 

Dal Papa per la Barelli e molto altro…

Il 2023 sarà ricco di tanti altri momenti: nazionali come l’udienza con papa Francesco del 22 aprile concessa ad Azione cattolica, Istituto secolare delle missionarie della regalità di Cristo e Università Cattolica del Sacro Cuore come ringraziamento per la beatificazione di Armida Barelli e i vari convegni e i seminari per adulti (che già a febbraio scalderanno i motori con un approfondimento sugli adulti-giovani), giovani (che vivranno con ancora la gioia nel cuore per lo splendido incontro nazionale Segni del Tempo), Acr (e qui ci sarà una bella sorpresa il prossimo autunno!), Msac (con la Scuola di formazione studenti triennale che porterà a Montesilvano circa 2mila studentesse e studenti da tutta Italia) e Mlac (con la progettazione sociale e la riproposizione del contest per le parrocchie ecologiche a primavera); ma anche e soprattutto a livello diocesano e parrocchiale, perché la vita dell’associazione sgorga da lì, dalle associazioni territoriali di base e dalla generosità e amore per la Chiesa di decine di migliaia di educatori, responsabili, persone impegnate nel sociale e politico, da una associazione che è presente, viva e significativa per la vita di tanti e che vuole esserlo sempre di più. 

«Caro amico ti scrivo», cantava Lucio Dalla, e anche noi oggi dobbiamo farlo per raccontare a un amico quanto è bella e piena l’esperienza dell’Ac. 
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