In campagna elettorale. Responsabilità e discernimento

Don Milani diceva nella sua Lettera ad una professoressa: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”. Una campagna elettorale questo dovrebbe essere: la celebrazione alta del confronto politico di idee e programmi per governare e magari risolvere i problemi delle Paese e dei suoi cittadini, perché tutti insieme si possa sortirne fuori. Un tempo di responsabilità e discernimento. Quello che ci auguriamo non sia (ma che temiamo molto possa essere) è la celebrazione di promesse tanto roboanti quanto vuote, accattivanti quanto completamente staccate dalla realtà e dalle tasche comuni e comunitarie.

Toni bassi e confronto alto

Ma, se di promesse irrealizzabili pur si sopravvive, perché fanno parte del gioco politico e perché in fondo non costano niente (o quasi) né a chi le fa né a chi ingenuamente ci crede, ciò che sarebbe più che mai inaccettabile e sconsiderato, dunque gravemente lesivo degli interessi del Paese, è un alzare i toni e un conseguente abbassare il livello del dibattito politico sino a trasformarlo in qualcosa di altro rispetto al necessario e utile confronto sui programmi di governo proposti da ciascun partito o schieramento e sui candidati al Parlamento. Il Paese ha bisogno di un di più di responsabilità da parte di tutti e non ha bisogno di sceneggiate e teatrini della politica di terz’ordine, né che si giuochi a buttare la palla in calcio d’angolo, perché non si hanno argomenti per sostenere quanto si propone agli elettori.

L’auspicio perciò è per una campagna elettorale responsabile, fatta di confronto politico limpido e democratico, consapevole che – come ha ricordato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a Ravenna – “la libertà di cui godiamo, la democrazia che è stata costruita, l’uguaglianza e la giustizia che la Costituzione ci prescrive di ricercare sono figlie di una storia sofferta e di generazioni che le hanno conquistate con dolore, sacrificio, impegno, consegnandole alla nostra cura affinché possiamo a nostra volta trasmetterne il testimone”.

Contro l’astensionismo, vivere il voto con speranza

In più, una campagna elettorale sui programmi e che rifugga il battibecco politico senza costrutto servirà, ne siamo certi, a frenare, almeno in parte, il fenomeno dell’astensionismo, il trend di disaffezione dei cittadini alle urne, che prosegue da alcuni anni, sostenuto da una crescente crisi di fiducia nei partiti e alimentato dalle vicende delle ultime settimane che hanno portato alla caduta del Governo di unità nazionale guidato da Mario Draghi.

Una preoccupazione, quella per l’astensionismo, cui fa riferimento il Presidente nazionale dell’Ac, Giuseppe Notarstefano, in un’intervista ad Avvenire, rispondendo alla domanda “L’Ac darà una indicazione di voto ai suoi aderenti?”: “Non è nostro compito, ma aiuteremo le persone ad affrontare questo passaggio con responsabilità, con senso critico e in maniera informata. Il voto va vissuto con speranza. Purtroppo tanti, anche cattolici, nel recente passato hanno guardato con disillusione al momento elettorale e dunque urge operare un recupero dell’astensionismo”.

Le forze sane del paese escano allo scoperto

Le sfide nell’agenda dell’Italia, i rischi incombenti, le opportunità da vedere e cogliere sono al centro della “Riflessione sulla situazione sociale e politica” proposta dal Comitato organizzatore delle Settimane Sociali. In linea con i richiami del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, il documento invita le “forze sane del Paese” a uscire “allo scoperto” e auspica una partecipazione responsabile di tutti i cittadini alle elezioni, fondata sull’attenta valutazione di persone e programmi.

Soprattutto, il Comitato organizzatore delle Settimane Sociali auspica un forte senso di responsabilità da parte delle forze politiche in campo, affinché nei prossimi mesi non vi sia alcuna interruzione nell’affrontare con concretezza e determinazione le emergenze sociali, ambientali, economiche e internazionali che il nostro Paese sta vivendo. Perno del testo, il paradigma dell’ecologia integrale proposto dal magistero della Chiesa che offre criteri di analisi e di discernimento per poter leggere anche questo momento della nostra vita politica e per poter agire in modo coerente per la costruzione e la cura del bene comune.
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