L’anno che verrà

Il mondo vive una fase di crisi in cui le quattro “C” sembrano dominare le preoccupazioni dei popoli e delle nazioni. Il covid, i conflitti, il clima e il cibo: il futuro del pianeta nell’anno che verrà si aggrappa alla speranza che questi nodi vengano risolti quanto più presto possibile e alla possibilità che la pace condivisa porti presto a un benessere generale per tutti.

Il covid

E’ il vero paradosso di questo tempo che viviamo, costantemente sballottati da dati e numeri che cambiano con la velocità della luce. Un paradosso, perché se la pandemia è “quasi” vinta, di fatto ci ha cambiato la vita. Quella di tutti i giorni. Costringendoci e ridefinire passaggi di tempo, riti quotidiani, relazione e affetti, persino modelli lavorativi. La scienza forse ha bloccato il covid, ma il covid ha cambiato noi. Con tutta una serie di nuove possibilità, dal tempo ritrovato alle relazioni che contano davvero, che aprono nuovi scenari di vita e nuovi modelli per stare insieme.

I conflitti

Non c’è solo la guerra Ucraina-Russia. Molti altri conflitti coinvolgono 160 Paesi. Rimossi dalla coscienza collettiva. Secondo i dati di Caritas italiana, è un mondo senza pace. Almeno 23 guerre ad alta intensità nel 2021, 6 in più rispetto all’anno precedente. Qualche esempio: la Siria, lo Yemen, il Sud Sudan, la Repubblica Centrafricana, il nord del Mozambico (Cabo Delgado), la guerra civile nel Tigray in Etiopia. Se invece si tengono in considerazione anche le crisi croniche e le escalation violente si arriva a 359 conflitti nel 2020. 

Lo scorso 27 marzo papa Francesco ha affermato il «bisogno di ripudiare la guerra, luogo di morte dove i padri e le madri seppelliscono i figli, dove gli uomini uccidono i loro fratelli senza averli nemmeno visti, dove i potenti decidono e i poveri muoiono». E i potenti eccome se decidono. Aumentato l’uso indiscriminato delle armi. Dopo l’invasione di Putin, parole come disarmo e politiche di pace sono diventate obsolete. La spesa militare cresce in maniera esponenziale in ogni Paese e l’antica profezia di Isaia («Egli sarà giudice fra le genti, e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, e le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra» – Is, 2,1-4) è ormai fuori da ogni logica di Pil, mentre aspettiamo che il nostro Governo aderisca al Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari. 

Il clima

L’Organizzazione meteorologica mondiale nel suo Rapporto sullo Stato del clima globale 2021, conferma che i 7 ultimi anni sono stati i più caldi di sempre. Nel 2021 la temperatura media del pianeta è stata superiore di circa 1,11 grado centigrado rispetto al valore preindustriale. A battere un record di riscaldamento lo scorso anno, oltre alle temperature terrestri, sono state quelle degli oceani che hanno continuato a diventare più alte fino a 2 mila metri di profondità. Il riscaldamento globale è solo uno dei quattro indicatori chiave del cambiamento climatico ad aver toccato livelli record lo scorso anno assieme alla concentrazione di gas serra, l’innalzamento del livello del mare e l’acidificazione degli oceani.

Il cibo

Covid, conflitti e fenomeni climatici estremi hanno portato la fame e la malnutrizione a livelli mai raggiunti prima. Le aree del mondo in “emergenza fame” sono sempre più ampie e diffuse e la malnutrizione colpisce in particolare i bambini. Ogni anno nel mondo, 1 milione di bambini con meno di 5 anni muore a causa della malnutrizione e di questi, oltre 13,5 milioni, sono in pericolo di vita a causa della malnutrizione acuta e grave. In tutto il mondo, fino a 345 milioni di persone non hanno accesso a cibo nutriente a sufficienza, al punto che le loro vite e i loro mezzi di sussistenza sono in grave pericolo. 

E noi che possiamo fare? Intanto iniziare dalle cose più semplici, ordinarie. Consumare con consapevolezza, risparmiare energia, tenere un atteggiamento sobrio e mite dove si compiono decisioni e accendere comportamenti virtuosi nei confronti del bene comune. Perché, come cantava anni fa Lucio Dalla in una sua indimenticabile canzone, L’anno che verrà, «Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno/ ogni Cristo scenderà dalla croce/ Anche gli uccelli faranno ritorno/ Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno/ Anche i muti potranno parlare/Mentre i sordi già lo fanno». 

E forse il futuro non ci farà più paura.
The post L’anno che verrà appeared first on Azione Cattolica Italiana.
Source: New feed