Se la musica è preghiera

Una delle grandi muse ispiratrici – e nemmeno tanto nascosta – di questi giorni a Trieste è la musica. E che c’entra, dirà qualcuno? C’entra, eccome. É una questione di metodo, certo. Ma anche di contenuti. La musica che si respira per le strade e per i vicoli della città, la musica che fa da contrappunto “liberatorio” ai convegni del mattino e alle piazze della democrazia del pomeriggio, diventa per miracolo un villaggio delle buone pratiche.

La musica a Trieste, in questa 50ma Settimana sociale, si ascolta ovunque. È la base sonora di una preghiera laica e multiculturale che si espande per la città e alimenta sogni di speranza nel cuore delle persone.

Se la musica è preghiera

E se la musica è preghiera, allora anche la riflessione biblica del mattino in aula plenaria diventa musica. E le relazioni scivolano più leggere, si ascoltano meglio. Così lo spettacolo goduto da tutta la cittadinanza ieri sera in una Piazza Unità gremita fino all’inverosimile, divenuta finalmente “Piazza della gente”, quella musica e quelle parole diventano allora atto di libertà e di pace, raggiungendo davvero il cuore di tutti. Riccardo Cocciante, uno strepitoso Roberto Vecchioni, i Tiromancino, e uno straordinario Simone Cristicchi con Amara e la FVG Orchestra (tra gli altri) diretta dal maestro Leonardo De Amicis, hanno parlato e cantato parole di pace, cura, solidarietà, amicizia sociale, vicinanza.

La musica via di pace

E se la musica è preghiera, diventa preghiera, come un antico salmo cantato nel profondo di una cella di un monastero, questo ritrovo di cattolici in Italia che vogliono di nuovo tornare a essere protagonisti della vita del Paese. Allora tutto diventa più semplice, persino leggero.

Perché se la musica (la “musica leggera”, quella che cantava Fossati) arriva diritta al cuore della gente allora anche la pace inizia di nuovo a camminare per le vie del mondo.

Uno spettacolo di parole e musica, quello di ieri sera – brillantemente condotto da Lorena Bianchetti – che ci ha ricordato, tra l’altro, che anche i cattolici possono organizzare eventi di massa di alto valore professionale. Eventi laici, non confessionali, non “parrocchiali”. E che, anzi, nel futuro sarebbe bene continuassero su questa linea.

Libertà è partecipazione

La musica a Trieste non si ferma a ieri sera. Continua nelle altre piazze in questi altri tre giorni che sono rimasti. E se la musica è preghiera tutto è possibile. Perché, come diceva Giorgio Gaber, «la libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione».
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