Shaping Peace, Realising Hope: Global Youth in Dialogue

02-07 Maggio 2026

Si conclude un’esperienza intensa e profondamente formativa che mi ha visto prendere parte al seminario internazionale “Shaping Peace, Realising Hope: Global Youth in Dialogue”, un percorso che ha riunito giovani provenienti da Italia, Ucraina, Romania e Malta attorno a temi oggi più che mai urgenti e attuali.

Nel corso delle varie giornate il seminario ha affrontato argomenti diversi ma profondamente collegati tra loro: la pace e il bene comune, l’influenza dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi dei social media, fino ad arrivare al tema dell’ecologia integrale. Temi che interrogano non soltanto la società contemporanea, ma anche il modo in cui, da cristiani, siamo chiamati a vivere il nostro tempo. Fin dal primo giorno, il confronto con giovani provenienti da realtà differenti ha rappresentato uno degli aspetti più arricchenti dell’esperienza. Ascoltare storie, sensibilità e punti di vista diversi ha permesso di comprendere come problematiche comuni vengano affrontate in modi differenti nei vari Paesi, soprattutto in contesti segnati da tensioni, guerre e profondi cambiamenti sociali. Uno dei temi centrali è stato quello della pace: come continuare a credere nel bene comune in un mondo che spesso sembra lasciare poco spazio alla speranza. La riflessione si è concentrata sull’importanza delle piccole scelte quotidiane, attraverso cui ciascuno può diventare seminatore di pace. Prima ancora di chiedere un cambiamento agli altri, siamo stati invitati a interrogarci sul contributo concreto che ognuno di noi offre nella costruzione del bene comune.

Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra tecnologia, intelligenza artificiale e comunicazione. Attraverso momenti di dialogo e approfondimento abbiamo cercato di comprendere la logica che guida gli algoritmi dei social media e l’influenza che essi esercitano sul nostro modo di informarci, comunicare e persino pensare, ma anche come un semplice like, share o commento possa trasformarsi in un vero e proprio atto di partecipazione pubblica. Dalle notizie che leggiamo ai contenuti che scorriamo quotidianamente, l’IA è ormai una presenza costante e spesso invisibile. La riflessione ha portato anche a mettere in discussione alcuni atteggiamenti sempre più diffusi: il desiderio di ottenere tutto e subito, la difficoltà nell’accettare il fallimento, la perdita di una comunicazione autentica, lenta e profonda. È emersa con forza l’idea che la verità non possa ridursi soltanto a una questione di dati o informazioni, ma nasca soprattutto dalla relazione tra le persone. Una delle immagini che più mi porto dentro è quella della verità vista non come una sfera, ma come un poliedro: una realtà che può essere compresa soltanto osservandone tutte le facce, accogliendo prospettive differenti senza rinunciare al dialogo. Allo stesso modo, la pace non cresce dove tutti la pensano allo stesso modo, ma dove il confronto riesce a trasformare il conflitto in occasione di incontro. L’ultima parte del seminario è stata dedicata all’ecologia integrale. Facendo riferimento agli insegnamenti di Papa Francesco e all’enciclica Fratelli tutti, abbiamo riflettuto sulla responsabilità che ciascuno ha nella custodia del creato e delle relazioni umane. Custodire il mondo significa infatti custodire anche ogni persona, coltivando relazioni autentiche con Dio, con sé stessi, con gli altri e con il creato.

Al centro di tutto vi era inoltre la fede in Dio, vissuta attraverso riti differenti: romano, bizantino e ambrosiano. Anche questa varietà mi ha aiutato a comprendere come, nonostante le differenze di tradizione e di espressione liturgica, tutti siamo accomunati dalla fede in un unico Dio, che in ogni parte del mondo continua a seminare speranza e pace attraverso ciascuno di noi. Porto a casa la speranza di un mondo migliore: un mondo con meno guerre e meno divisioni, in cui ci sia spazio per conversazioni profonde, gentili e lente; un mondo in cui le diverse polifonie possano diventare sinfonia, perché guidate da Dio, maestro delle nostre vite.

A cura di Salvo Mercadante (facente parte dell’equipe del settore giovani dell’Ac diocesana di Palermo e della parrocchia Santa Maria degli Angeli a Palermo)